
Quando un’artrosi d’anca compare a quarant’anni, quasi sempre c’è una ragione. La più frequente è una displasia: un acetabolo poco profondo che copre male la testa del femore, così che il carico si concentra su una superficie ridotta invece di distribuirsi. È una condizione che spesso non ha mai dato sintomi nell’infanzia e si manifesta in età adulta come un’artrosi precoce.
Una radiografia del bacino in carico permette di misurare gli indici che descrivono la copertura acetabolare. La risonanza magnetica o l’artro-risonanza servono per valutare il labbro acetabolare e la cartilagine, spesso già sofferenti quando compaiono i sintomi. È importante che la lettura venga fatta con attenzione alla morfologia e non solo alla presenza o assenza di artrosi: una displasia non riconosciuta significa un’anca che continua a consumarsi.
Nel paziente giovane con displasia e cartilagine ancora conservata esistono interventi che correggono la meccanica dell’articolazione, come le osteotomie periacetabolari, che riorientano l’acetabolo per aumentare la copertura. Sono chirurgie impegnative, riservate a centri specializzati e a indicazioni precise: età giovane, artrosi assente o minima, buona escursione articolare. Quando la cartilagine è già compromessa, correggere l’orientamento non risolve il dolore.
L’idea che un paziente giovane debba «resistere il più possibile» va ridimensionata. Resistere significa spesso anni di dolore, perdita di massa muscolare, aumento di peso e rinuncia progressiva alle attività: si arriva all’intervento in condizioni peggiori e si recupera meno bene. Con gli accoppiamenti moderni, una protesi impiantata a cinquanta o cinquantacinque anni ha davanti a sé una prospettiva di durata ragionevole, e la possibilità di una revisione futura non è un argomento sufficiente per rimandare per anni una vita ferma.
È bene saperlo: l’acetabolo può essere poco profondo o spostato, il femore può avere una torsione anomala, e talvolta serve ricostruire il centro di rotazione o gestire una differenza di lunghezza degli arti. Sono interventi che richiedono una pianificazione accurata, a volte una TC preoperatoria, e un chirurgo abituato a questo tipo di anatomia. Il risultato, quando è pianificato bene, è ottimo.
Contenuto informativo. Ogni anca displasica richiede una valutazione individuale con radiografie dedicate.

Specialista in ortopedia, traumatologia e ortopedia sportiva presso la Aerztekammer Wien – Accademia Medica di Vienna (AUT).
Specializzato in cura e trattamento conservativo e chirurgico di patologie a carico di anca ginocchio e spalla.
Cura e Trattamento del dolore al rachide, piede, caviglia e mano trattamento del dolore con agopuntura Certificato (DGU) Ecografia osteo-articolare.
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