
«Quando torno a guidare?» è, insieme alla durata dell’impianto, la domanda più frequente. La risposta onesta è che i tempi non si misurano in giorni sul calendario ma in capacità recuperate: si guida quando si riesce a frenare in emergenza, si torna in piscina quando la ferita è chiusa, si riprende a lavorare quando si regge la posizione richiesta dal lavoro.
Nella protesi d’anca il dolore cala in fretta e molti pazienti si sorprendono di quanto presto tornino autonomi. Nella protesi di ginocchio la curva è più lenta: il ginocchio è un’articolazione superficiale, il gonfiore dura di più e il recupero dell’escursione richiede lavoro quotidiano. È normale che a tre mesi un ginocchio protesizzato sia ancora in evoluzione; il consolidamento del risultato arriva fra i sei e i dodici mesi.
Non esistono scorciatoie, ma tre fattori spostano l’ago: il controllo del dolore nelle prime due settimane, la costanza degli esercizi (poco e spesso, non molto e raramente), e il movimento quotidiano fuori dalle sedute di fisioterapia. Camminare cinque volte al giorno per cinque minuti fa più di una singola camminata da mezz’ora.
I tempi indicati sono medie di riferimento: il percorso individuale va concordato con il chirurgo che ha eseguito l’intervento.

Specialista in ortopedia, traumatologia e ortopedia sportiva presso la Aerztekammer Wien – Accademia Medica di Vienna (AUT).
Specializzato in cura e trattamento conservativo e chirurgico di patologie a carico di anca ginocchio e spalla.
Cura e Trattamento del dolore al rachide, piede, caviglia e mano trattamento del dolore con agopuntura Certificato (DGU) Ecografia osteo-articolare.
Ricevo e opero a Miano, Torino, Siena e Piacenza.
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