
Chi arriva a parlare di una protesi di ginocchio porta quasi sempre le stesse cinque preoccupazioni. Vale la pena affrontarle una per una, senza minimizzare e senza drammatizzare.
Il dolore postoperatorio della protesi di ginocchio esiste ed è più marcato di quello dell’anca, ma la gestione è cambiata molto. I protocolli attuali combinano infiltrazioni locali di anestetico durante l’intervento, blocchi nervosi selettivi e terapia multimodale a orari fissi nei primi giorni. L’obiettivo non è l’assenza di dolore, che sarebbe irrealistica: è un dolore controllato che permetta di muoversi fin dal primo giorno.
La maggior parte delle protesi di ginocchio si esegue in anestesia spinale, con o senza sedazione: il paziente non sente nulla dalla vita in giù e, se lo desidera, dorme. È una tecnica con un profilo di sicurezza molto favorevole, soprattutto nei pazienti anziani, e permette un risveglio più rapido e meno nausea rispetto all’anestesia generale.
Una parte dei pazienti riferisce, anche a distanza di tempo, una percezione di «ginocchio non proprio»: rigidità nei primi passi dopo essere stati seduti, una sensibilità diversa intorno alla cicatrice, qualche rumore. Non è un fallimento dell’intervento, è una caratteristica nota della protesi totale. Nelle situazioni indicate, la protesi monocompartimentale dà una sensazione più naturale proprio perché conserva i legamenti crociati.
Inginocchiarsi è possibile dal punto di vista meccanico, ma molti pazienti evitano di farlo perché la zona anteriore resta sensibile. Se è un gesto importante — per lavoro, per il giardinaggio, per motivi religiosi — va detto prima: si può lavorare specificamente su questo nella riabilitazione, e usare un cuscinetto rende il gesto tollerabile nella grande maggioranza dei casi.
I dati dei registri nazionali indicano che oltre nove protesi di ginocchio su dieci sono ancora in funzione a quindici anni. La revisione esiste ed è una chirurgia consolidata, ma resta un’eventualità minoritaria, più probabile in chi si opera giovane. Nel frattempo si guadagnano anni di autonomia e di sonno, che è esattamente il motivo per cui si decide di operarsi.
Contenuto informativo: ogni intervento comporta rischi che vanno discussi personalmente in sede di consenso informato.

Specialista in ortopedia, traumatologia e ortopedia sportiva presso la Aerztekammer Wien – Accademia Medica di Vienna (AUT).
Specializzato in cura e trattamento conservativo e chirurgico di patologie a carico di anca ginocchio e spalla.
Cura e Trattamento del dolore al rachide, piede, caviglia e mano trattamento del dolore con agopuntura Certificato (DGU) Ecografia osteo-articolare.
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